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La cultura della ceramica e la tecnica Raku

La cultura della ceramica e la tecnica Raku

Quando l’imperfezione diventa pura arte.

La storia del Raku, la tecnica di cottura della ceramica, è antica come il mondo.

Tramandata sapientemente di generazione in generazione, è arrivata sino ai giorni nostri.

Nata in Giappone nel XVI secolo, questa tecnica è stata da sempre utilizzata nella creazione di accessori per un momento sacro in oriente: la cerimonia del tè.

Inizialmente, veniva utilizzata nella lavorazione delle ciotole che sarebbero state utilizzate dai commensali durante la degustazione. Con lo scorrere del tempo è stata declinata in diversi ambiti.

Negli ultimi anni è tornata in auge. La passione per il “sol levante” ha ormai travolto tutto l’Occidente.

Questa tecnica viene utilizzata per la creazione di prodotti sofisticati e preziosi.

Ogni oggetto è unico, così come le mele di Eva.

 

Mele Eva in tecnica di cottura Raku durante la pulitura.

Raku e design

I consumatori sono sempre più esigenti, alla continua ricerca di prodotti che siano funzionali, ricercati e soprattutto unici.

Si avverte il bisogno di distinguersi, di possedere oggetti di design che facciano davvero la differenza.

Chi non vorrebbe sfoggiare in salotto un complemento d’arredo unico?

La cultura orientale è permeata nella nostra società, regalandoci un nuovo modo di vedere, un nuovo modo di vivere il design e i complementi d’arredo.

Lo stile giapponese rappresenta la perfetta fusione tra la ricerca del minimal, la filosofia Zen, la ricerca interiore e la raffinatezza.

In poche parole: l’essenziale.

Si elimina il superfluo per puntare alla funzionalità con quel tocco immancabile di design che ci piace tanto.

Cosa rende speciali le creazioni con la tecnica Raku?

La risposta è davvero molto semplice: l’unicità.

Ogni pezzo creato con il Raku è unico e inimitabile, frutto della combinazione tra agenti atmosferici, materiali, calore e altri fattori.

Il mix tra tutti gli elementi della natura: fuoco, terra, aria e acqua.

Il termine Raku, infatti, deriva dal nome di una delle più autorevoli famiglie di mastri vasai giapponesi (Rikyu) e significa letteralmente “Vivere con gioia e armonia la natura”.

William Zanotto (fondatore brand EVA) con mela realizzata in tecnica Raku

Le mele di Eva e la tecnica Raku nudo

Amiamo il minimal, sperimentare, abbracciare nuovi modi di pensare. Una ricerca costante di nuove idee, nuove soluzioni, nuove tecniche.

Per questo motivo abbiamo deciso di sposare la filosofia del Raku, adottandola nella lavorazione delle nostre mele in ceramica.

Crediamo fermamente che le mele di Eva e la cultura orientale abbiano molto in comune.

Le nostre creazioni si pongono come oggetti unici, essenziali, in grado di bastare a sé stessi.

Un complemento d’arredo funzionale, capace di stupire e lasciare il segno, pur puntando alla semplicità e all’elevata qualità dei materiali.

Ma cosa succede quando la mela del desiderio incontra la tecnica Raku?

A sinistra mela con tecnica Raku, a destra mela prima della cottura

La cottura in Raku nudo

In principio viene creata manualmente una mela con materiale semi refrattario.

Dopo varie lavorazioni, l’applicazione di un distaccante e dello smalto, la mela è pronta per la cottura.

La peculiarità della tecnica di cottura Raku consiste proprio in questa seconda cottura, realizzata in un forno speciale la cui temperatura si aggira tra i 950 e i 1000 gradi.

Al termine della cottura, la mela si presenta come una palla di fuoco incandescente. Con l’ausilio di pinze di ferro viene estratta dal forno e adagiata su una distesa di segatura.

Dopo questo procedimento, viene cosparsa da trucioli di legno o materiali facilmente infiammabili (foglie, fogli di giornale, segatura …).

 

Il contatto tra la mela incandescente e i trucioli crea una fiamma che la incendia letteralmente e lo shock termico subito lesiona e crepa lentamente lo smalto superficiale.

Nello step successivo viene coperta per ricreare una vera e propria camera d’aria priva d’ossigeno.

Questo passaggio è molto importante, in quanto il fumo sprigionato dalla mela incandescente bloccato all’interno è fondamentale per la decorazione dell’oggetto.

Esso si insinua nelle escoriazioni dello smalto, imprimendosi e dando vita alle decorazioni che saranno visibili solo dopo un accurato processo di esfoliazione, rimozione dei residui della combustione e pulitura della mela tramite spugnatura.

Il risultato?
Nasce una mela del desiderio unica.

Ogni pezzo è un gioco di tonalità cromatiche, linee e punti che cambiano in base alla quantità degli elementi naturali aria e fuoco che intervengono nel processo produttivo.

 

Conclusioni

L’Oriente non smette mai di stupirci con la sua storia, tradizioni e attenzione alla ritualità.

La tecnica Raku è un sofisticato procedimento imprevedibile. Le creazioni sono avvolte nel mistero.

 

L’arte si palesa alla fine dell’opera di pulitura. Un effetto sorpresa che lascia davvero a bocca aperta.

È interessante vedere come dei semplici passaggi, precisi e pieni di cura e attenzione, con l’ausilio della natura, riescano a creare pezzi unici e irripetibili.

Se c’è una cosa che la tecnica Raku ci insegna, è quella di imparare ad apprezzare le cose così come sono, con i loro difetti, le loro imperfezioni e di meravigliarci per le piccole cose che accadono fuori dal nostro controllo.

Ogni manufatto acquisisce valore nella per la sua perfetta imperfezione, nella sua unicità.

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